Blog / Una donna nel Vangelo | 15 aprile 2018 |

Lunedì 16 aprile – Tu mi porti da Dio

Commento al vangelo (Gv 6,22-29) del 16 aprile 2018, lunedì della III settimana di Pasqua, di Mauro Leonardi. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti al vangelo, audio o scritti, a [email protected]

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, notò che c’era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti. Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».

Non cerchi lui.
Cerchi pane.
E lui lo sa.
Questa è l’umiltà.
Essere colui che riempie di vita la vita ma lasciarsi cercare per il pane che riempie la pancia.
Questa è la verità.
È servendo il corpo che si serve l’anima.
È dalla pancia che si arriva al cuore.
È curando il corpo che si ripara l’anima.
È accarezzando un viso che si solleva un cuore.
È solo con una barca e con un buon paio di remi che arrivi a Gesù.
Non basta pregare, invocare.
Ci vuole pane e barche.
Non basta il desiderio di Dio.
Ci vuole fame e una rotta da seguire e un remo da manovrare.
Sarà grazie al pane che mangio che capirò il cibo che porta il sigillo di Dio.
Sarà grazie alla barca che mi porterà sulla riva dove sei tu, che ascolterò le tue parole, che mi porterai a Dio.
Per credere in te devo credere in me e nelle mie forze.
Per avere fame di te devo avere fame di pane.
Per avere te devo venire da te.
Per fare le opere di Dio ho bisogno di te, di crederti, di cercarti, di trovarti.
Amore mio, mia fame, mia barca.
Tu sei come quella barca che mi porta da te.
Tu mi porti da Dio.