Blog / Luciano Sesta | 04 Aprile 2018

Le Lettere di Luciano Sesta – Le opinioni del Papa e l’inferno

Il dibattito a cui stiamo assistendo in questi giorni vede molti cattolici in crisi e su tutte le furie, perché papa Francesco avrebbe messo in dubbio l’esistenza dell’inferno. Un chiarimento “sedativo” in sette punti.

1) anche qualora lo avesse fatto, non lo ha certo fatto ufficialmente;

2) il papato, come i sacramenti, è valido “ex opere operato”, prescinde dunque da eventuali opinioni personali, dubbi, perplessità del singolo pontefice, una volta che questi non impegni la propria autorità per imporle a tutta la Chiesa;

3) quella che i nemici di papa Francesco – vedi Antonio Socci – chiamano maliziosamente “ambiguità”, è una normale distinzione fra piano dell’autorità pontificia e piano dell’opinione personale;

4) altri papi, nella storia (come Wojtyla a proposito di Medjugorje), hanno avuto opinioni personali difformi dalle posizioni ufficiali della Chiesa, a prescindere dal fatto che tali posizioni riguardassero verità di fede essenziali come la dannazione eterna o verità storiche contingenti come una determinata apparizione mariana;

5) tante volte, nella storia della Chiesa, verità considerate “immutabili” si sono modificate e, talvolta, sono state persino abolite, come è recentemente accaduto per il limbo, il luogo destinato alle anime dei bambini non battezzati. Se non un’abolizione dell’inferno – parola su cui occorre intendersi e che può significare tante cose –, le eventuali opinioni di Bergoglio ne rappresentano una possibile interpretazione, che, peraltro, ha una sua nobile tradizione nella Chiesa, da Origene a von Balthasar (quest’ultimo creato cardinale da Giovanni Paolo II, per chi avesse dubbi sull’ortodossia del primo);

6) i continui consigli, rivolti al papa, di non conversare più con Scalfari, vista la “manipolazione” che questi farebbe delle sue parole, assomigliano molto ai rimproveri che i farisei rivolgevano a Gesù, colpevole di dare scandalo incontrandosi con i pubblici peccatori. Il problema, purtroppo, è che si continua a pensare al papa esclusivamente come a un sommo “ripetitore” di retta dottrina piuttosto che a un testimone vivo del Vangelo;

7) la dottrina cattolica sulla dannazione eterna è pubblica, come pubblico è il ruolo del papa come capo della Chiesa cattolica di cui quella dottrina è parte integrante. I continui inviti, rivolti al papa, di smentire le affermazioni eretiche che Scalfari gli attribuisce, assomigliano perciò agli inviti, rivolti a un presidente della Repubblica Italiana, di smentire che egli avrebbe negato l’esistenza di un articolo, poniamo il 67, della Costituzione Repubblicana. Non ha molto senso… a meno che dietro un simile invito non ci sia un attacco personale rivolto a quel particolare presidente…

Luciano Sesta, sposato e padre di quattro bambini, è docente di Storia e Filosofia nei Licei Statali Insegna Antropologia filosofica e bioetica all’Università di Palermo, ed è stato membro dell’Ufficio della Pastorale della Cultura dell’Arcidiocesi di Palermo. Ha pubblicato numerosi saggi nell’ambito della teologia morale, della bioetica e dell’etica