Blog / Scritti segnalati dal blog | 07 Febbraio 2018

Progetto Gionata – Padre Martin: “cosa stiamo facendo come chiesa?” quando cancelliamo un’iniziativa a causa delle pressioni dei tradizionalisti

Come aveva segnalato l’articolo di Costanza Miriano, così ora Don Francesco segnala al blog quest’altro articolo al blog

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Articolo di Robert Shine pubblicato sul blog dell’associazione cattolica New Ways Ministry il 1 febbraio 2018, libera traduzione di Innocenzo

Ancora un’altro ritiro spirituale del padre gesuita James Martin (autore del libro Building a Bridge, “Costruire un Ponte tra la Chiesa cattolica e la comunità LGBT) è stato annullato negli Stati Uniti a causa delle violente pressioni dei tradizionalisti cattolici, cosa che ha portato padre Martin a riflettere su come la Chiesa cattolica può opporsi a tanta ostilità e violenza (verbale) mostrata da alcune realtà cattoliche.

[…] Padre Martin si è chiesto: “Cosa fa la chiesa cattolica di fronte all’odio e alla violenza verbale che viene dal web?“. Ecco perché ha redatto una riflessione in cinque punti.

Il primo punto è quello di non entrare in conflitto con chi ci attacca.

In secondo luogo, padre Martin ricorda ai pastori che fanno molti più danni quando si cancellano delle iniziative per paura che, dei piccoli gruppi, possano organizzare delle proteste contro un’iniziativa.

Terzo punto, padre Martin ha ricordato che dovrebbero essere gli ordinari locali e i superiori religiosi a decidere se un oratore è “in regola” per condurre un’iniziativa nella chiesa, poiché i gruppi tradizionalisti non hanno questa autorità.

“In quarto luogo, dobbiamo ammettere che molte di queste proteste, spesso solo online, sono guidate dall’odio puro e, più spesso, dall’omofobia virulenta. Tutto ciò che si deve fare è trascorrere cinque secondi sui siti Web che le promuovono per capire che sono motivate solo dall’odio. E se la chiesa cattolica inizia a permettere ai gruppi che usano la dottrina della chiesa come copertura per l’odio o di sostituirsi all’autorità ecclesiastica, finiremo per avere una chiesa condizionata dall’odio“.

Infine (come quinto punto) dobbiamo capire quante di queste proteste sono guidate dalla paura. La maggior parte delle volte in cui un’iniziativa viene cancellata nella chiesa cattolica, non accade perché l’istituzione cattolica che l’organizza ha un problema con l’oratore o con quell’argomento (perché se lo avesse avuto non avrebbe invitato quell’oratore), ma solo perché temono le proteste. La paura ha un modo insidioso di prevaricare la ragione. Come dice San Paolo, l’amore perfetto scaccia la paura. Ma la paura perfetta scaccia l’amore. Non possiamo permettere alla paura di vincere“.

Padre Martin ha lanciato un appello affinché i responsabili della chiesa cattolica si oppongano all’ostilità e alla prevaricazione che sconvolge la vita della Chiesa:

E’ giunto finalmente il momento per vescovi, sacerdoti ed i laici di affrontare l’odio dei gruppi integralisti che senza alcun diritto cercano nella chiesa di sostituire la loro autorità spuria all’autorità legittima che la guida, o che cercano di condizionare la chiesa con la paura e l’odio. In caso contrario, che cosa stiamo facendo come chiesa?”.

[…] La cancellazione di varie iniziative nella chiesa cattolica, su pressione di questi gruppi, ha messo in evidenza l’influenza negativa che i tradizionalisti hanno sulla chiesa cattolica degli Stati Uniti (e non solo).

Un certo numero di vescovi statunitensi ha rilasciato dichiarazioni pubbliche a sostegno di padre Martin, tra cui recentemente il vescovo Joseph Bambera di Scranton, in Pennsylvania, insieme ai superiori religiosi di padre Martin e ad altre comunità cattoliche. Il vescovo Robert McElroy ha detto che questi attacchi dovrebbero essere un “campanello d’allarme” per i cattolici e che “il cancro della denigrazione quando entra nella vita istituzionale della chiesa cattolica” deve essere sradicato.

La prossima volta che i gruppi di tradizionalisti cattolici cercheranno di attaccare padre Martin, o altri oratori vicini alle persone LGBT, pregheremo affinché i responsabili della chiesa si oppongano a queste prevaricazioni e proseguano con gli eventi che hanno organizzato, indipendentemente dalle petizioni e dalle proteste sollevate.

 

Testo originale: After Lecture Cancelled, Fr. James Martin Reflects on How Church Can Respond to Bullying 

Tratto da ProgettoGionata