
Martedì 9 gennaio – L’autorità nella mia vita
Commento al vangelo (Mc 1,21-28) di martedì 9 gennaio 2018, Martedì della I settimana del Tempo Ordinario, di Mauro Leonardi
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
C’è lo stupore di chi ascolta.
C’è l’urlo di chi soffre.
C’è lo strazio e il grido di chi non vuole essere cacciato.
C’è la paura di chi vede tutto questo.
Amore mio, a volte ho paura di tutto quello che provoca il tuo passaggio.
La tua presenza a volte, inquieta.
A volte, smuove.
A volte, interroga.
A volte, strazia.
Sempre salva.
Sei sulla bocca di tutti.
Ovunque.
E io ti vorrei solo per me.
Solo con me.
Che strane le tue parole.
Che strana la tua missione.
Stupisce i tuoi.
È riconosciuta dai demoni.
I tuoi si chiedono chi sei.
I demoni dicono chi sei.
Rimango ad ascoltarti.
A guardarti.
Le tue parole entrano dentro e scacciano tutto quello che mi rovinava.
Tu solo hai autorità sulla mia vita.
Metti a tacere il male in me.
Perché in me rimanga solo lo stupore.
E l’amore.
Quando qualcosa di te mi spaventa.
Perché è troppo forte.
Perché è troppo potente.
Perché è troppo.
Voglio chiedere a te.
Non voglio mormorare.
Non voglio chiedere ad altri.
Ci sei solo tu come risposta alle mie domande.
Solo tu sai chi sono.
Solo tu sei la mia risposta.
