
Domenica 31 dicembre – Immaginarti bambino
Commento al vangelo (Lc 2, 22-40) di domenica 31 dicembre 2017, Sacra Famiglia, di Mauro Leonardi
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. (Lc 2,22.39-40)
È difficile per me immaginarti bambino.
Portato in braccio.
Accudito.
Che cresci forte e bello e buono.
È difficile per me.
Ora che tu porti in braccio me.
Ora che tu accudisci me.
Pensarti piccolo e fragile.
Da accudire.
Da portare.
Eppure è così.
Ascolto i racconti della tua vita.
Dei tuoi primi giorni.
E capisco Simeone e la sua gioia.
E capisco Anna e la sua attesa, giorno e notte.
Non riesco a immaginarti bambino.
Ma conosco la tua forza.
Assaporo la tua grazia.
Ti ho affidato vita, pensieri, e cuore.
Svelami tutto di me e di te.
Quando succedono cose grandi, grandissime, divine.
E tu hai solo due colombi per ringraziare di avere Dio tra le braccia.
Tu lasci le colombe.
Sai che basteranno.
Quando incontri un uomo che aspetta te per morire.
Tu ti lasci benedire.
Gli lasci guardare la luce che hai tra le braccia.
Quando una donna anziana.
Una donna vedova da tanto.
Passa la vita a servire e ad aspettare il tuo bambino.
Lasci avvicinare anche lei.
Ascolti anche lei.
Molti cadranno.
Molti risorgeranno.
Tu soffrirai.
Ma ora è tra le tue braccia.
E allora fai quello che c’è da fare e torni a casa.
Per ora è tuo.
Per ora è con te.
E quello conta.
Il presente.
Il presente con lui.
Da crescere.
Da custodire.
Da amare.
Da aspettare.
Insegnami, Maria.
Insegnami la povertà.
Insegnami l’ascolto.
Insegnami a tenere tra le braccia.
Nel cuore. La vita piccola.
Insegnami a vivere il presente.
A tenerlo tra le braccia.
Ascolto i racconti di Maria.
Di Gesù piccolo piccolo.
Dei giorni di festa.
Dei giorni pieni di amore e poveri di cose.
Giorni di Giuseppe accanto e Gesù in braccio.
E nella borsa solo due colombe.
Ascolto i racconti di parole sante da ascoltare.
Ma anche così strane, così dure.
Luce e spade.
Gioia e dolore.
Tutto mischiato.
Tutto annunciato.
Ascolto di riti da compiere.
Di leggi da rispettare.
Di destini compiuti e da compiere.
E capisco che con Gesù tra le braccia.
Il presente è casa.
Il futuro verrà e si vivrà.
Perché se ci sei tu, tra le braccia, accanto.
Io sono viva.
Io sono protetta.
Io sono amata.
E ce la faccio.
