Articoli / Blog | 09 dicembre 2017

FarodiRoma – Immacolata Concezione. Perché è la festa di tutti i credenti

Cos’è l’Immacolata Concezione? Per Maria fu un mistero insondabile di amore e di unità con Dio Padre e Gesù attraverso lo Spirito. Un mistero che iniziò ben prima della sua consapevolezza razionale di donna matura. Fu un vivere la Croce del Figlio non solo al momento del Golgota ma fin dalla nascita di Lei e poi nella presentazione di Lei bambina al Tempio: quindi, poi, dall’Annuncio di Gabriele, che leggiamo nel vangelo della Messa di oggi, fino alla condivisione di ogni istante della vita del Figlio.
Ma per noi? Cosa può significare per noi? Maria ci dona di farci immaginare come potrebbe essere la nostra vita se fosse eternamente riconciliata con Dio. Come quando ti confessi bene e ti senti che respiri meglio e che il cielo è più celeste e che i problemi sono più leggeri ed è così perché ti senti amato. E Maria, l’amata, ha vissuto sempre questo sguardo di Dio su di sé. Non che fossero tutte rose, però. Perché essere con Dio e di Dio la rendeva sì piena di grazia – in greco “kecharitomene” – ma diversa. Diversa da tutte le altre, da tutti gli altri, nonostante la sua apparente normalità. Maria, in un certo senso, ha vissuto una solitudine davvero unica e del tutto particolare: quella del terreno intonso della parabola (Mc 4, 26-32) che deve essere tale per ricevere il seme e dare frutto. Maria è il terreno che deve offrirsi tutto, per svuotarsi e custodire l’eternità. Quando Maria dice a Gabriele nell’Annunciazione “non conosco uomo”, quelle parole non vogliono solo dire che Lei era vergine e che non aveva intenzione di avere rapporti sessuali con nessun uomo ma anche che non conosceva alcun uomo completamente riconciliato con Dio, che mai aveva incontrato qualcuno che vivesse della stessa Grazia che era stata donata a Lei, quella cioè di vivere priva di peccato originale.
Maria è l’Immacolata Concezione perché si è spogliata interamente di sé per rivestirsi di Cristo al fine di custodirlo. Nel grembo, tra le braccia, sul seno, nel cuore, nelle pochissime parole, nei gesti sempre molto intimi ma pieni di forza. Una mitezza guerriera che coniuga gli opposti: una fecondità vergine, una purezza che abbraccia il mondo, un essere Madre che è anche essere Figlia ed essere Sposa. Un ricevere Dio dal Cielo per custodirlo, un salire al Cielo per innalzare l’umanità a quel Dio che aveva prediletto Lei tra tutte le donne.

Tratto da FarodiRoma