Giovedì 7 dicembre – Eliseo del Deserto

7 Dic 2017   •   Blog  •  Il Vangelo degli amici

Pubblichiamo il commento al Vangelo (Mt 7,21-29) di Eliseo del Deserto, un lettore del blog. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti, audio o scritti, a [email protected]

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“Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa.”

Nella vita le difficoltà sono tante, a volte addirittura troppe. Che bugia quel proverbio secondo il quale le difficoltà che dobbiamo affrontare sono sempre commisurate alle nostre forze.

C’è stato un momento l’anno scorso, in cui mi sono reso conto che non sarei riuscito a realizzare i sogni in cui avevo investito tanto. Mi sembrava di aver perso tutto. Forse è stato proprio così. 

Mi sono disperato e arrabbiato con Dio, terribilmente. Ero arrivato al capolinea. Non potevo andare avanti così. Dovevo chinare la testa.
Chinare la testa? Come se la vita non mi avesse già umiliato abbastanza!

“Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.”

Ma qual è questa volontà di Dio? Ho capito che la volontà di Dio era che io lasciassi da parte l’orgoglio e ritornassi a fidarmi di Lui. La sua volontà è salvarmi, amarmi, abbattere il muro di separazione tra Lui e me. Dio vuole essere mio amico. Vuole essere la mia casa, buttare giù la parete e fare di due, un unico appartamento.

Ho dovuto e devo continuamente azzittire quei pensieri che accusano Dio e ri-sintonizzarmi su “Radio Fiducia”. Dio è buono, ama la mia vita, vuole riempirla di senso, salvarmi da ogni male e donarmi gioia.

“Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.”

Uragani, terremoti, incendi,
ma da una brezza
la sua voce mi chiama.

“Io sono la tua casa.
la carezza, l’abbraccio
il giaciglio, la mensa,
il pane, l’olio e il vino.”

Incendi, inondazioni, terremoti
e della brezza
non sento più la voce.

Ho lottato tutta la notte
contro uno sconosciuto
che voleva dirmi il suo nome.

“Io sono la tua casa.
la carezza, l’abbraccio
il giaciglio, la mensa,
il pane, l’olio, il vino.”

Ho chinato la testa,
ho riconosciuto il tuo nome
e ora salgo dal deserto
abbracciato a te, Mio Diletto.