23 novembre – Ultime parole per Marta

23 Nov 2017   •   Blog  •  In tre mesi

Marta, se non gli metto maschere, posso solo dirti che lo amo. Non lo hai mai visto ma lo conosci. Perché la dolcezza che trovi in me, la pazienza che trovi in me, la donna che trovi in me, sono da sei anni che me la dà lui. E io, con il suo amore, sono rimasta fedele a tuo padre. Non ho mai tradito tuo padre. Forse non sono stata una buona moglie ma di sicuro sono stata Paci. Mi pesa molto vederlo di nascosto. Io lo amo e lui è nella mia vita e per poter vivere così ho bisogno di nascondermi. Il segreto mi pesa da morire. Crea un’atmosfera da sesso rubato che non c’entra nulla con quella che sono. Io cerco di parlarci il più possibile alla luce del sole anche se, quando voglio abbracciarlo, ho bisogno della bugia di una porta chiusa. Perché la verità della mia vita non ci sta nello stato di famiglia. Ecco perché i paladini della verità parlano tanto ma non scrivono lettere alle figlie. Perché scrivere è un inchiostro che non si cancella. Anche se la notte spegni tutto lui rimane e quando sei sola il mattino dopo lo rileggi. E lui te lo ridice. E sono parole brutte.
Paci è sposata con René, un uomo che la trascura. Ha una bimba che si chiama Marta e un’amica che si chiama Stella. Si mantiene facendo pulizie

Tratto da Avvenire

“In tre mesi” è il nome della rubrica di prima pagina che Avvenire mi ha affidato per i mesi di ottobre, novembre e dicembre del 2017. I brani che verranno pubblicati ogni giorno, per appunto “In tre mesi”, sono tratti da Il diario di Paci, l’esercizio poetico dal quale poi è nato il romanzo Una giornata di Susanna, in uscita per Cooper. Il brano originario del pezzo pubblicato oggi si può trovare qui.

Lettera comparsa nella sezione di Avvenire “A voi la parola”