Blog / Gavina Masala | 10 novembre 2017 |

Le Lettere di Gavina Masala – Amare

Carissimo don Guidotti,

mi piacerebbe riportarla alla sublimità del servizio che presta come parroco presso la chiesa di San Domenico Savio, nella diocesi di Bologna. Lei dovrebbe annunciare la Buona Notizia: dovrebbe girare per strada col cuore gonfio di amore a gridare che Nostro Signore è morto e risorto per tutti noi in Gesù Cristo, ovvero che siamo stati salvati (Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. [9]A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. [10]Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.. San Paolo, Lettera ai Romani, 2, La Salvezza.). Invece spreca il suo ministero sparando invettive su una povera adolescente abusata sessualmente in un vagone di treno, dopo essersi ubriacata con gli “amici” in una notte disgraziata di novembre, qualche giorno fa. Per giunta lo fa con toni aggressivi e volgari che non si addicono a nessun Cristiano, tanto meno prete, lesinando alla poveretta la sua pietà.

Forse pesa sulle sue modalità il credo politico che professa, in nome del quale evidentemente scrive e si accende di toni polemici, esortando la malcapitata a guardarsi bene dall’accompagnarsi con un maghrebino dato che notoriamente non sono bella gente; continua scrivendo che svegliarsi seminuda era il minimo che potesse accadere alla giovane. Chiaramente non dice questo in qualità di ministro di Dio, in nome di Dio avrebbe potuto richiamare alla prudenza, all’amore e all’amicizia virtuosi, non quelli delle bevute notturne. Come Ministro di Dio avrebbe avuto mille e più argomenti per amare quell’anima ferita, perché questo sarebbe bello facesse un diacono, un servitore.

Saprà meglio di me che, in particolare dal Concilio Vaticano II e grazie a teologi quali Karl Rahner ma non solo, si parla di svolta antropologica della teologia cristiana. Rahner teorizzò che le anime fossero tutte portatrici di verità, anche quelle più lontane da Dio, le definiva animae naturaliter christianae, richiamando fonti quali Sant’Ambrogio che già parlava di battesimo del desiderio, per riferirsi a quanti non avendo ancora ricevuto il battesimo fossero comunque attratti da Dio dunque per ciò stesso salvi, seppure non parte della Chiesa.

Secondo questa “svolta”, non da tutti accettata perché poterebbe a un certo relativismo e a togliere importanza a riti e sacramenti – io non sono d’accordo ma questo è irrilevante – tutti siamo in Grazia di Dio fino al punto in cui seguiamo la nostra coscienza. In generale, se un Cristiano pecchi senza piena coscienza non ha colpa e questo è chiaro e lampante da secoli, altrimenti che senso avrebbe la riconciliazione?

In questo caso, trattandosi di una ragazza in tenerissima età è molto probabile che sia stata condizionata o plagiata e comunque che abbia seguito una coscienza non ancora ben formata, dunque scevra di colpa.

Ovviamente non è questa la sede, né io la persona che possa “assolvere” o meno la giovane vittima, che a mio parere resta tale sebbene si sia esposta a una situazione pericolosa, ma la prego a nome di tanti Cristiani che credono alla misericordia di Nostro Signore, a nome di tanti suoi “colleghi” che recuperano ladri e prostitute dai margini delle vie, recuperi la bellezza del Signore in cui crede che sa solo amare, le farà bene!

Giovane mamma e moglie, scrivo per capire. Ho una formazione internazionale, da settembre 2015 ho intrapreso un secondo corso di studi in filosofia, presso un ateneo pontificio. Parlo tre lingue, mi interesso soprattutto di relazioni internazionali e di religioni: cerco di vedere come la prospettiva cristiano – cattolica possa aiutare a convivere pacificamente. Ha un suo blog personale