MIO Anno II n. 41/ DON MAURO LEONARDI PARLA CON I LETTORI – Un figlio speciale va aiutato

12 Ott 2017   •   Articoli  •  Blog

Mauro Leonardi (Como, 1959) è stato ordinato sacerdote dal 29 maggio 1988. Vive a Roma presso l’Elis centro di formazione per la gioventù lavoratrice accanto alla parrocchia di san Giovanni Battista in Collatino. È cappellano del Liceo dell’Accoglienza Safi Elis. Da anni pubblica racconti, articoli, saggi e romanzi. Scrive su diverse riviste e quotidiani. Il suo blog è Come Gesù.  

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Caro don Mauro, 

a causa di un errore medico durante il parto mio figlio soffre di una patologia di spettro autistico.  Fino alla maggiore età è stato a scuola e la preside mi ha promesso che per un paio d’anni Carlo potrà ripetere l’ultima classe . Dopo, però, dovrà uscire dalla scuola e a questo punto si apre un baratro: a chi affidare mio figlio per farlo crescere in autonomia e magari inserirlo in una cooperativa per disabili affinché trovi un lavoro? I centri pubblici per giovani adulti “speciali” sono pochissimi e difficilissimo entrare e quelli privati hanno un costo insostenibile. È possibile che lo stato mi sia stato vicino fino a quando Carlo ha compiuto 18 anni e allo scoccare della  maturità tutte queste risorse scompaiono?  L’autismo non guarisce e rimane anche dopo i 18 anni e le famiglie sono lasciate sole. Sono disperata. Tutto questo non è giusto (Luisella, Bologna)

Cara Luisella, hai ragione, non è giusto ma bisogna riuscire a non disperare. Tuo figlio ha bisogno della tua forza e di tutto l’aiuto possibile. So che ci sono tante associazioni di genitori con figli speciali come il tuo che si incontrano, si aiutano, raccolgono fondi e firme per sensibilizzare l’opinione pubblica, protestare, rendere visibili i vostri sforzi e le vostre sofferenze. Lo stato qualcosa fa: penso ai convitti e semiconvitti riconosciuti, però ci vuole  di più. Rivolgetevi anche alla scuola: forse si potrebbe organizzare un’assemblea o una conferenza per attivare qualche iniziativa. 

  • Onda

    Questa mamma ha ragione,per questi ragazzi con handicap non ci sono tante strutture,si da il peso di tutto alla famiglia,ma quando non ci saranno piu i genitori chi penserà a loro?Credo che si debbano creare strutture adeguate anche di sostegno giornaliero alle famiglie con operatori sociali preparati e luoghi di soggiorno permanenti, per chi di loro un giorno resterà orfano e senza parenti che vogliano prendersene cura.