Blog / Una donna nel Vangelo | 07 Ago 2017

Martedì 8 agosto – Un cuore docile

In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».

Come fanno a rimanere pulite le mani che lavorano?
Le mani che aiutano? Le mani che amano?
Si sporcano col lavoro.
Si sporcano delle mani di chi mi sta vicino.
Si sporcano di te, del tuo odore.
Ma non tutto lo sporco, sporca.
Vuoi che capisca che le mie mani sporche non sporcano la mia vita, la mia anima, il mio cuore.
Che capisca quello che si poggia sulla bocca, che entra nella bocca, non sporca la mia vita.
La sostiene, la tiene in vita.
Tu pulisci il mio cuore, lava la mia lingua, apri la mia bocca.
A che servono mani pulite se gli occhi non vedono? Se sono ciechi?
A che serve una bocca vergine, se tu non la abiti?
Se non ci passi tu?
Se non esci tu?
Dammi la mano vita mia.
Dammi la bocca vita mia.
Con te vedrò la strada.
Con te sarò pura.
Unita a te non sarò sradicata.

Questo commento del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).