
Lunedì 23 Gennaio – Cercare l’unità
In quel tempo, gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l’uomo forte; allora ne saccheggerà la casa. In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «E’ posseduto da uno spirito immondo». Marco 3,22-30
Il principio dell’unità risiede nella filiazione divina: non ha senso chiedersi se siamo cattolici o tiepidi o apparteniamo a frange tradizionaliste. Non ha senso opporci al mondo, agli atei, ai credenti di altre religioni. Lo Spirito Santo e la Chiesa, attraverso il Vaticano II, ci invita a scoprire sempre più e a valorizzare quanto ci accomuna agli altri soprattutto nella sete di bene e verità. E, in questo, non corriamo certo il pericolo di cadere nel relativismo, perché cercare l’unità è proprio quello che ci rende cattolici, cioè universali e di vivere cercando di seguire l’anelito dello Spirito Santo che ci vuol riportare all’armonia e alla comunione precedenti al peccato originale.

