Martedì 6 Dicembre – La bontà infinita di Dio
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli». Matteo 18,12-14.
Le parole di Gesù sono un’azione molto divina e un’azione molto umana. Nessun pastore abbandonerebbe un intero gregge per una sola pecorella smarrita mentre tutti noi se troviamo qualcuno o qualcosa che abbiamo perduto, proviamo molta gioia. Questa apparente contraddizione ci dice molto dell’Onnipotenza di Dio: essa trova forza in una bontà infinita che va oltre ogni normale attesa e prospettiva umana e prova una gioia tutta di carne, per cui l’Amore non è mai pieno se non abbraccia tutti, ma proprio tutti coloro che sono oggetto del suo amore: Dio vede benissimo. Anche se siamo piccoli come granelli di sabbia, anche se non abbiamo altro che pochi pani e pesci, anche se l’unica nostra speranza è in poche briciole di pane.

