Blog / Renato Pierri | 03 Novembre 2016

Lettere di Renato Pierri – Le preghiere di Antonio Socci contro il terremoto

Parole sante su L’Huffington Post del 31 ottobre: «Per la grillina Blundo, lo stato mente sul terremoto perché non vuole pagare, per Socci il Papa non dovrebbe andare a gioire con i luterani per il cinquecentenario ma consacrare l’Italia alla Madonna. Due persone che cercano visibilità salendo sulle spalle dei terremotati. Ma di che parlate? Ma di che vivete? Anche se non avete connessione con la gente, ed è grave per un politico e un giornalista, almeno una connessione Wi-fi ce l’avete? I mille video di come erano i paesi e di come sono li guardate? Di come eravamo e di come siamo? Perché non provate a rimanere senza parole?». Lasciamo perdere la grillina, giacché sin troppo evidente è lo scopo delle sue insinuazioni. Ma questo giornalista, che un giorno sì e un giorno sì attacca papa Francesco che scopo può avere? Visibilità, come afferma Mauro Leonardi autore delle parole che ho riportato? Non credo. Ad Antonio Socci questo papa non piace perché è buono, misericordioso, perché non è “rigido”, per usare un termine adoperato recentemente da papa Francesco. A Socci questo papa non piace perché non tuona contro gli omosessuali, contro i divorziati risposati, perché dice appunto che non bisogna essere intransigenti. A Socci questo papa non piace perché secondo lui è un papa lassista, come ha scritto in un suo libro. E adesso che cosa rimprovera al Papa? Ha scritto: «Il Papa invece di andare a omaggiare Lutero consacri l’Italia sotto il patrocinio della Madonna». Ma guarda un po’. E non potrebbe fare entrambe le cose, omaggiare Lutero e consacrare l’Italia alla Madonna? Oppure l’una cosa esclude l’altra? Ma poi, è certo il bravo giornalista che le consacrazioni e le preghiere servano ad evitare i terremoti? La Madonna calma il terremoto se le si consacra l’Italia, e non lo calma se non le si consacra l’Italia? Ma suvvia! Vi ricordate della Domenica delle Palme dell’aprile 2009? La ricorrenza fu celebrata in tutte le chiese d’Italia. A L’Aquila centinaia di fedeli, cantando e pregando con un ramoscello di olivo in mano, si recarono in pellegrinaggio alla Madonna Fore, il santuario di San Giuliano. Come la grande folla a Gerusalemme, gridarono: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!”. Poi tornarono a casa col ramoscello d’olivo e la pace nel cuore. Durante la notte arrivò la tragedia. Sotto le macerie rimase il ramoscello d’olivo benedetto. Ma volete mettere? Una consacrazione da parte del Papa, è molto più efficace delle preghiere di milioni di fedeli. Volete mettere? Ma quando aprirà gli occhi il bravo giornalista?

Attilio Doni

 

Politicamentecorretto;

Il Pasquino