Le Lettere di Gavina Masala – TTIP: un nuovo schiaffo alle istituzioni?

17 Mag 2016   •   Blog  •  Le Lettere di Gavina Masala

L’Unione Europea e gli Stati Uniti stanno discutendo (più o meno segretamente) il TTIP, Trattato Transatlantico sul Commercio e sugli Investimenti, che va nella direzione della liberalizzazione commerciale dell’area transatlantica tra Europa e USA. Ciò verrebbe a creare un blocco uniforme contrapposto a un altro costituito dalle economie più “nuove”; la cosa ancora più discutibile è che i leader di questo nuovo spazio di mercato non sarebbero più i governi, ma organismi tecnici sovranazionali, che non ancora è chiaro da chi sarebbero finanziati.

Senza dare un giudizio di valore a tali organismi, si può certamente dire che si tratta di un ennesimo scacco alle istituzioni nazionali, che delegano a dei tecnici un arbitrato su questioni molto importanti quali, in definitiva, la salute dei cittadini degli Stati. America ed Europa hanno regolamentazioni molto differenti in materia di etichettamento del cibo, ad esempio: l’Unione Europea ha da sempre privilegiato una grande trasparenza, che non sembra contraddistinguere gli Stati Uniti. Se tale trattato entrasse in vigore, probabilmente le posizioni europee verrebbero ammorbidite, gli standard abbassati e il consumatore finirebbe per indebolirsi, avendo sempre meno consapevolezza delle componenti o provinenze dei cibi.

Le eventuali controversie che nascessero, sarebbero giudicate da avvocati commerciali superspecializzati che, basandosi solo sul trattato in questione, valuterebbero se si stanno ledendo dei gruppi commerciali. Ergo, qualora uno Stato introducesse una normativa per la salvaguardia del clima, ad esempio, rischierebbe di vedersi negato tale diritto e di dovere anche risarcire l’azienda che eventualmente avesse subito una perdita economica, a seguito dell’introduzione di tale norma.

Vi sarebbe poi un organismo chiamato Regulatory Cooperation Council che, nominato dalla Commissione UE e dal Ministero USA competente, dovrebbe valutare l’impatto commerciale di ogni marchio o etichetta, nonchè i contratti di lavoro e standard di sicurezza vigenti negli Stati.

Insomma, lo scenario sembra quanto meno controverso e mi tornano in mente le lucide analisi che il filosofo Arnold Gehlen faceva negli anni ‘40, riflettendo sull’uomo e sul suo rapporto con le istituzioni. Per Gehlen esse erano necessarie in quanto l’essere umano sta al mondo non come animale, ma con autodisciplina e soprattutto orientando il suo comportamento ad una stabilizzazione del mondo, attraverso le istituzioni. Egli dunque è libero nella misura in cui esiste non come singolo ma come corpo sociale, le istituzioni tutelano lo sviluppo di quest’ultimo e la convivenza fra individui. Gehlen aveva però capito bene ed in anticipo che la società tecnico – industriale avrebbe esautorato tali organi, rendendo l’uomo precario, insicuro, necessitato a fare autonomamente ciò che altri avrebbero dovuto fare per lui. Il TTIP sembra un po’una conferma di questa teoria: si toglie potere agli organismi nazionali, in favore di realtà sovranazionali, certamente meno improntate alla tutela dei cittadini.

Cosa si può fare di positivo? Alcune agenzie dell’ONU quali la FAO e l’UNCTAD stanno lavorando sul rafforzamento dell’agricoltura e dei mercati locali, con programmazioni attente a preservare e rispettare le risorse, lavorando così sia sulla crisi dell’impiego che sul mercato locale. Anche il singolo può fare tanto, con consapevolezza, senza ideologie.

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Giovane mamma e moglie, scrivo per capire. Ho una formazione internazionale, da settembre ho intrapreso un secondo corso di studi in filosofia, presso un ateneo pontificio. Parlo tre lingue, mi interesso soprattutto di relazioni internazionali e di religioni: cerco di vedere come la prospettiva cristiano – cattolica possa aiutare a convivere pacificamente

  • marina

    Anche il singolo può fare tanto? Cioè? Cosa può fare di fronte alle politiche internazionali, agli accordi che presumibilmente affosseranno le economie nazionali a vantaggio delle grandi multinazionali, poco rispettose del diritto dei cittadini di avere, per es., cibi sani e non manipolati? Posso comprare un formaggio doc, pagandolo parecchio, ma se poi una legge permette che questo cibo sia fatto anche con materie prime o lavorazioni “insolite”, il mercato sarà invaso da prodotti scadenti ma perfettamente legittimi. Dunque?

  • sandokan

    Grazie, non sapevo nulla del TTIP.
    Ho cercato notizie sul web e ho trovato questo articolo, che ho letto dopo il tuo. Mi sembra meno “allarmato”
    http://www.wired.it/attualita/politica/2016/05/13/10-falsi-miti-ttip/
    Ciao

  • SI sono spese settimane per Una legge sulle unioni civili ed ora Il nostro Caro governo Renzi se ne frega di cosa pensano gli Italiani e non spende Una Parola per salvaguardare la nostra produzione agricola??Soprattutto perche in Italia c erano alimenti di origine controllata!!Allora chissa quanto aumento di tumori avverra con questi alimenti Americani carne con ormoni;vegetali trattati tantissimo con pesticidi ed infine ho letto pollo al cloro!perche usano biossido di cloro per uccidere gli agenti patogeni del pollo.Ma le associazioni consumatori non SI mobilitano!?perche dobbiamo accettare tutti questo?la nostra salute Sara compromessa!!converra divemtare vegetarian e prenderci un pezzetto di terra e coltivare noi verdure!

  • Refuso diventare vegetariani

  • CIO Che mi colpisce é perche Gavina tutta Questa segretezza e perche I consumatori non NE sappiamo nulla e CI informano a cose fatte?Ma siamo in dittatura allora!perche CI vengono imposte regole!

  • pensierosenzavoce

    Ennesima dimostrazione della disintegrazione metodica delle istituzioni nazionali ed europee e della nostra effettiva possibilità di scelta. Tutti uguali, poveri, senza identità. Un certo piano Kalergi non sembra più così impossibile da realizzare. Onda, i semi li producono le multinazionali, comincia a metterne da parte qualcuno, degli ultimi buoni rimasti. Tu vegetariana? Ma non eri una Papa Girl? :-)
    Lo smantellamento della nostra agricoltura sta avvenendo a ritmi serrati.

  • Un Cireneo

    A mio avviso, Gavina, hai centrato i due temi fondamentali del TTIP, tra loro interconnessi.

    Il primo è lo scacco alle Istituzioni. Anche se ormai, almeno in Europa, le istituzioni nazionali contano, in generale, sempre meno.

    Il secondo è il comportamento delle medesime Istituzioni, in ragione della segretezza con cui si stanno svolgendo le trattative. Quando i cittadini sono tenuti fuori, c’è sempre da preoccuparsi.

    Diciamo allora che le Istituzioni – che sono fondamentali per la crescita economica e lo sviluppo sociale (gli economisti che si occupano di crescita economia stanno studiando da una ventina d’anni l’impatto della qualità delle istituzioni sulla crescita) – da una parte sono vittime e dall’altra sono carnefici.

    Un’ultima osservazione, a mio avviso importante.
    Tu scrivi: “Senza dare un giudizio di valore a tali organismi”; capisco il motivo di questa frase. Quando entriamo nei giudizi di valori, essendo noi portatori di valori diversi, ci scontreremmo a non finire.

    Tuttavia sottolineo con forza che, in ogni scienza sociale, ed in modo speciale in Economia, ogni transazione, ogni accordo, ogni contratto esprime dei valori ed è figlio di questi valori. I valori partecipano alla vita economica e ne costituiscono il fondamento.
    Sarebbe allora interessante, anche se ho paura un po’ scontato nell’esito, analizzarne i valori sottesi nel momento in cui fossero disponibili maggiori informazioni sul TTIP.
    Ciao.

  • sandokan

    Le informazioni sul TTIP stanno qui
    http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/index_it.htm
    e sono dettagliate, almeno secondo l’articolo che ho postato prima.

  • @pensierosenzavoce mettero da parte quelli di pomodoro;l olio é sicuro lo facciamo noi!!per Ora sgrano due piselli che ho in campagna nostra;almeno non ha insetticidi.Dovro comprare due pulcini ed allevare qualche pollo!!Io sono papa girl ma onnivora!!

  • pensierosenzavoce

    @Onda: Ottima scelta, metti da parte anche semi di zucca e zucchine,… ok? I fichi crescono da soli, non dovrebbero esserci grossi problemi.
    Mi ricordo che quando ero bambino dalle tue parti quasi tutti avevano il maiale, e qualche gallina, che razzolava libera.

    Approfitto dell’occasione per ringraziare Gavina Masala dell’interessante articolo, che condivido in pieno; per molti questo TTIP è ancora una sigla oscura, occorne parlarne. Brava!

  • @pensierosenzavoce SI SI fino a pochi anni fa era cosi.Ora pochi CE l hanno.Ho assistito e partecipato tempo fa anch Io alle feste in campagna quando I parenti uccidevano Il maiale ed ho aiutato a fare salsicce e tagliare carne;era buonissima.Le salsicce SI trovano ancora da qualche contadino e veramente anche Il formaggio fresco.Qui comunque tutti abbiamo un pezzo di terra;lasciato in eredita da nonni o genitori.I fichi Li mangio dall albero freschi perche CE Li ho!!Conosco anche le erbette di campagna da cucinare.Limoni CE Li ho.Dovremmo ritornare a coltivare noi le terre abbandonate mi Sa!!Brava Gavina!!

  • Dimenticavo
    @pensierosenzavoce saprai che qui c é pure coltivazioni di vote e vino buono e la salsa SI FA in casa.Trasferitevi tutti al sud!!

  • Di vitigni scusa

  • Gavina

    Chissà se ci saranno dei valori sottesi al Trattato! Scherzo, cimunque che le istituzioni siano vittime e carnefici è proprio vero, mi chiedo se il problema non sia meramente e principalmente antropologico.
    Sulle coltivazioni locali, la filosofia di @onda è senza dubbio la più sana!

  • Ma in Europa ci vogliamo stare? Il discorso che il Papa ha fatto a proposito del premio Carlo Magno va nella linea di rimanerci recuperando le radici …

  • Bravo don Mauro non dobbiamo dimenticarci che siamo stati soprattutto un popolo di grandi valorosi;che non possiamo sotterrare le nostre radici anche agricole che CI hanno tramandato I nostri avi.Spariranno I prodotti locali;tipici di ogni regions,per dare spazio a schifosi amburgher inzuppati di porcherie!!ed all aims to di tumori CI avete pensato?in America Il primo posto di morte per tumore VA al cancro all intestino,per le schifezze che mangiano!!La cultura di un popolo é mantenuta anche dalle tradizioni culinarie!!non facciamo che I nostri prodotti come parmigiano;nduja;mortadella siano pieni di ormoni.!Le associazioni consumatori facciano qualcosa!!Moriremo oltre che di tumore di italianita saremo alimentati alla Americans con carne gonfiata e pomodori giganti….

  • Ed all aims to di tumori era la Parola saltata

  • Ed all aumento di tumori era la parola che non mi é uscita scritta

  • pensierosenzavoce

    In Europa ci vorremmo stare, ma in quale Europa? L’Europa che schiaccia tutte le peculiarità dei singoli stati, che a loro volta impongono veti a catena e fanno e disfano a seconda della convenienza del momento, Europa che a sua volta viene schiacciata nel gioco delle nuove superpotenze economiche?

    Se perdiamo – come sta avvenendo – anche le nostre radici culturali, l’Europa diventerà terreno di facile conquista di multinazionali e economie dalle disponibilità quasi illimitate, come è avvenuto di recente in Africa.

    Speriamo di non dover rimpiangere l’Italia dei comuni, che, d’altra parte, è stata quella che ci ha lasciato tesori inestimabili di arte e cultura, con i quali campiamo di rendita ancora oggi. Prima c’era stato l’Impero Romano, ovviamente, ma quello aveva un’organizzazione di altissimo livello.

  • Betulla

    Infatti pensierosenzavoce, quelle di cui tu parli sono le vere radici dell’Europa, perchè è da li dalla cultura peculiare che distingue un territorio dall’altro che nasce e si trasmette . Infatti non a caso Onda parla della bellezza che c’è nel coltivare il suo pezzo di terra che ha i suoi olivi, le sue vigne, e il pomodoro e tutto quello che fa di quella zona ,la” zona”, con quel profumo, quei sapori, quelle tradizioni legate a quelle produzioni. Pensate alle feste, e alle tradizioni popolari tipiche che distinguono i vari paesi dispersi per tutte le regioni d’Italia. Cosi è pure per il resto dell’Europa. I formaggi francesi, hanno centinaia di specie che li distingue l’uno dall’altro per sapore,odore, produzione di latte di caprini, ovini che appunto va di paese in paese e ciascuno ha la sua D.O.C. che descrive la sua terra e il paesino o villaggio da cui proviene.Difendiamo le nostre radici, e saltiamo dalla sedia e dalle poltrone, anzicchè stare a guardare come babbei drogati dal potere.

  • Bravissima Betulla!!

  • Un Cireneo

    Sì Gavina, proprio così. Concordiamo.
    Il problema, come sempre, come per tutte le situazioni difficili che stiamo vivendo, è sempre e solo un problema antropologico.
    E’ l’uomo la causa (e, in parte, la soluzione) del problema economico, e non solo.
    Infatti anche per l’Europa, e per la questione che delineava pensierosenzavoce – un Europa che non c piace – è un problema dell’uomo, di democrazia, di valori, di obiettivi.