Blog / Lettere | 11 Maggio 2016

Le Lettere di Gigi – Tutti hanno diritto alla felicità

Buongiorno don Mauro,
mi corregga le mie lettere perche’ nella fretta ho commesso errori di ortografia. Adesso vorrei fare una riflessione sugli immigrati. Pregare per loro, lasciare la terra propria per guerra, o perché’ non si ha il pane quotidiano per vivere dignitosamente, e’ un grande sacrificio perche’ significa lasciare parte della propria identità’. Noi almeno siamo nella nostra terra ,abbiamo la famiglia. Pensate loro lasciano la terra ,la famiglia e altro: non e’ facile. È vero poi che tanti non trovano mezzi di sostentamento,ricorrono a mezzi illegali di sopravvivenza. Ma anche qui bisogna discernere chi lo fa perche’ costretto e chi lo fa per una sua libera decisione perche’ trova godimento.
Ma preghiamo per loro affinche’ comprendano il vero bene dal male. Non demonizzameli. Conviviamo e integriamoci, amandoci nella nostra diversità’.
Dopo tutto pensate che gli immigrati tanti sono i preti, i consacrati che lasciano tutto,terra e famiglia per andare ad evangelizzare nelle periferie, parrocchie e diocesi sparse per il mondo. Alla fine siamo noi laici ,religiosi che vanno a predicare il vangelo i primi immigrati Quindi non facciamo piu’ casi su immigrati e non. Per un paese che si professa cristiano.

NON MI ADDENTRO NELLE esortazioni apostoliche della famiglia, pero’ mi piace ricordare 3 paroline valide per tutte le famiglie del mondo cristiane e no di Papa Francesco: scusa, permesso e grazie. Se le potessimo coniugare tutti i giorni ogni volta che ogni situazione creatasi tra membri della famiglia, la famiglia va avanti ma sopratutto l’ amore. Per quanto riguarda i divorziati, e’ inutile che la fanno se nn provano sofferenza per la rottura di questo matrimonio. Ci devono credere veramente nell’ unione benedetta da DIO CHE UNISCE UN UOMO E UNA DONNA IN UNA SOLA CARNE. GIA’ LA LORO PERSONALE SOFFERENZA NELL’ AVER ACCOSENTITO A QUESTA ROTTURA DI QUESTA UNIONE DI PER SE’ SOSTITUISCE LA COMUNIONE SACRAMENTALE STESSA COME DICEVA BENEDETTO XVI.SPERO DI ESSERMI SPIEGATO. IO BENEDIREI ANCHE DUE PERSONE DELLO STESSO SESSO. BASTA CHE VIVONO CASTAMENTE E NEL MUTUO SOCCORSO.

Per finire, vorrei ripetere la mia storia. Sono omosessuale e non mi sento di guarire alle Messe di guarigione come molti preti dicono. Sono malato per una malattia neurogenerativa e non chiedo di guarire perche voglio essere segno tangibile della malattia in CRISTO (SI PUO’ CONVIVERE ANCHE CON LA MALATTIA) E VADO IN GIRO PER LE STRADE A PORTARE IL MESSAGGIO E LA GRAZIA CHE IL Signore mi ha portato.
Prego per tutti benedicendoli e per ogni peccato (lo reputo ogni mancanza per il fratello prossimo) ,espio con la mia malattia.
Grazie GESU’ INFINITAMENTE. CHE LA MIA STORIA POSSA ESSERE UN RAGGIO DI SOLE PER TANTI CHE SI TROVANO NEL BUIO ESISTENZIALE DELL’ INFERNO (DROGA DISAGIO PSCHICO E SOCIALE,TOSSICODIPENDENZA E PROSTITUZIONE). IO AMO GLI SCARTATI DELLA SOCIETA’ SIGNORE IO VOGLIO BACIARE,TOCCARE LA VERA CARNE DI CRISTO FINO ALL’ ULTIMO.
PER TUTTE QUESTE PERSONE. SCRIVETE LA VOSTRA STORIA SUL BLOG DI DON MAURO,E AIUTIAMOCI A VICENDA PREGANDO L’ UNO PER L’ ALTRO.
GESU’ MI ACCETTA COSI COME SONO.
CORDIALI SALUTI DON MAURO