Blog / Oggi nel Vangelo | 26 Aprile 2016

Mercoledì 27 Aprile – La radice del peccato originale

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». Giovanni 15, 1-8.

Il tralcio non può portare frutto in sé stesso: in fondo la radice del peccato, del peccato originale, è proprio questo desiderio di autosufficienza, di autoreferenzialità per cui l’uomo, negando di essere figlio, si riduce ad essere servo e ad avere paura.

Gesù