Blog / Oggi nel Vangelo | 18 Aprile 2016

Martedì 19 Aprile – Riconoscere il mistero dell’incarnazione

Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno. Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; ma voi non credete, perché non siete mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola». Giovanni 10,22-30.

Durante la festa che commemora la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme Gesù dice di essere Lui stesso quell’altare nuovo fatto di carne, ma che non basteranno opere e segni per riconoscerlo: perché per riconoscere Lui è necessario riconoscere il Padre che è amore e per questo è più grande di tutti: è necessario, cioè, riconoscere il mistero dell’incarnazione.

Gesù

Tratto da Progetto Gionata

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