Blog / Oggi nel Vangelo | 26 Marzo 2016

Domenica 27 Marzo – Correre, vedere, credere

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. Giovanni 20,1-9.

Correre, vedere, credere. La corsa di Giovanni al sepolcro ci fa rivenire in mente l’andare di Maria che si reca in fretta dalla cugina per aiutarla nei momenti finali della gravidanza e del parto. La visione dei teli posati e del sudario piegato e riposto che richiama alla memoria di Giovanni la diversa resurrezione di Lazzaro, ci fa ritornare in mente Elisabetta che, ricolma di Spirito Santo, appena vede Maria esulta di gioia e crede nell’avvento del Signore. La gioia del Magnificat come  la gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele, di un’amicizia intima e profonda con Gesù e tra di noi.

Gesù

Tratto da progetto Gionata