Blog / Una donna nel Vangelo | 30 Novembre 2014

30 novembre – Sono dove mi hai lasciato

State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. E’ come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare. Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!». Marco 13,33-37.
Signore mio.
Amore mio.
Padrone mio.
Del mio cuore.
Della mia vita.
Della mia casa.
Sono sveglia nella notte.
Sono sveglia vicino alla porta.
Vicino alla porta da cui sei uscito.
Sono rimasta lì.
Con lo sguardo dove non ci sei.
Ad aspettare.
A sperare.
Sono qui.

Sono attenta.
Con lo sguardo che ti cerca.
Sono sveglia.
Con il cuore che non vuole riposare.
Sono alla porta.
Con le mani pronte ad aprire.
Con le braccia pronte ad accoglierti.
Mi hai lasciato tutto quello che hai.
Hai portato via tutto quello che ho.
La mia via ti attende.
Non può dormire senza di te.
Non può vivere senza di te.
Sono qui.
Con la tua casa.
Nella tua casa.

So qual è il mio compito.
Non mi muoverò da qui.
So qual è il mio compito.
Non mi addormenterò.
So qual è il mio compito.
Non mi allontanerò dalla porta.
Da lì sei passato.
Da questa casa sei andato via.
Da qui rientrerai.
In questa casa tornerai.
So qual è il mio compito.
Amarti.
Attenderti.
Amarti.
Attenderti.
Amarti.

Guardo la porta.
Sono dove mi hai lasciato.
Ho nel cuore quello che mi hai affidato.
Si sta facendo sera.
Sistemo le cose per la notte.
Forse tornerai ora.
Guardo la porta.
Sono dove mi hai lasciato.
È tutto buio.
È notte fonda.
Il cuore aperto per te.
Gli occhi aperti per te.
Forse tornerai ora.
Guardo la porta.
Si fa giorno.
È tutto silenzio ancora.
Sono dove mi hai lasciato.
Non sei ancora tornato.
Gli occhi ancora aperti.
Mi muovo piano per non far rumore.
È ancora tanto presto.
Mi muovo piano e guardo la porta.
C’è tanto silenzio, ti sentirò subito arrivare.
Guardo la porta.
È tutto pronto.
La tavola è pronta.
È mezzogiorno.
Il mio cuore è pronto.
Colmo di amore.
Le mie mani, pronte.
Piene di desiderio.
Le mie braccia, pronte.
Piene di attesa.
Apri la porta, amore mio.
Apri la porta.
Sono qui dove mi hai lasciato.
Sera, notte, alba, giorno pieno.
Le ore della mia vita desiderano solo te.
Il mio sguardo, su di te.
La mia vita ti attende.

Questo commento del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

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