
19 ottobre – L’uomo vivente è gloria di Dio
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Mt 22, 15-21
Con questa risposta Gesù cambia la storia dell’umanità. Stabilisce l’autonomia tra la chiesa e lo stato. Dice che esiste l’opinabile, e la responsabilità di ciascuno uomo nel costruire la città terrena. E metta una pietra sopra la ierocrazia: che sia quella dei mussulmani, o dei cinesi, o di chiunque non sappia che l’uomo vivente è gloria di Dio.
