#PedofiliaNelCatechismo / Articoli / Blog | 29 Luglio 2018

Blog – Dimissioni del cardinale McCarrick e prete pedofilo a Calenzano: la petizione per introdurre la parola pedofilia nel Catechismo deve ripartire

Papa Francesco accetta le dimissioni di un cardinale perché le accuse di abuso su minore (tecnicamente si parla di “efebofilia”, cioè di abusi su minori maschi dopo la pubertà) sono “credibili e fondate”. Theodore McCarrick, 88enne arcivescovo emerito di Washington, non è più cardinale. “Papa Francesco – informa la Sala Stampa vaticana – ne ha accettato le dimissioni e ha disposto la sua sospensione dall’esercizio di qualsiasi ministero pubblico, insieme all’obbligo di rimanere in una casa che gli verrà indicata, per una vita di preghiera e di penitenza, fino a quando le accuse che gli vengono rivolte siano chiarite dal regolare processo canonico”. Nella serata di ieri era pervenuta al Santo Padre la lettera con la quale McCarrick “ha presentato la rinuncia da membro del Collegio Cardinalizio”. Questa notizia arriva mentre ancora rimbomba l’eco del prete che ha abusato di una bimba di appena 10 anni a Calenzano.
Sono le ennesime ferite che dei preti infliggono all’infanzia, a Cristo, a noi sacerdoti e al Vangelo. Come uomo e sacerdote posso solo essere indignato. In primo luogo per le terribili ferite inferte alle vittime innocenti e poi perché molte persone, a causa di questo gesto atroce, si allontaneranno dalla Chiesa scandalizzate. Addirittura, don Paolo Glaentzer, il prete di Calenzano sorpreso in macchina con la bambina di 11 anni in situazione inequivocabile, ha cercato di addossare a lei la colpa di tutto. Ci sono altri particolari, terribili, che non racconto. Ma forse la cosa più terribile è che il prete sembra non essersi reso conto della gravità di quanto è successo.
Atroce. Ancora di più, se si riflette che la petizione popolare per introdurre la parola pedofilia nel catechismo che avevamo promosso tempo fa, si è fermata. Quanto avrebbe fatto bene ai due anziani sacerdoti ripeterla, la parola “pedofilia”, la parola ancora assente assente dal Catechismo: quanto sarebbe stato opportuno dirla nelle loro catechesi sulla prima comunione e sulla cresima. Non solo spiegare il Mistero della Trinità e quello dell’Incarnazione, l’Eucaristia e la Confessione, la pornografia e la prostituzione, ma anche la pedofilia. Forse la bambina con cui era in macchina don Paolo, ascoltando proprio da don Paolo la spiegazione sull’immoralità della pedofilia, avrebbe potuto aprire gli occhi su quanto accadeva una volta usciti dalla chiesa.
Nel mio piccolo, non posso che rilanciare quella petizione e sperare che trovi accoglienza. Mi sento un po’ come Elin, l’eroina svedese che con una diretta Facebook ha fermato il rimpatrio di un afgano che si sarebbe di certo concluso con la sua morte.
Nel frattempo mi auguro che si faccia presto giustizia e che le pene per i colpevoli siano dure. Da tutti i punti di vista. Spero che la bimba possa venir custodita e trovi persone, donne, uomini, insegnanti che la guariscano da questa terribile ferita che le è stata inferta.
Che il colpevole sia un sacerdote è una ignominia di cui come uomo e uomo di Chiesa, sento di dover chiedere perdono chiedendo alla mia Chiesa massima chiarezza e nettezza nell’intervenire. Non posso poi che rallegrarmi con la gente che ha chiamato i carabinieri. È quello che bisogna fare. Sempre.

Per firmare la petizione