Blog / Roberta Siciliano | 11 aprile 2018

Le Lettere di Roberta Siciliano – Stare nel nostro tempo

Giada, 26 anni, una vita davanti, tanti sogni ormai spezzati.
Ieri, fingendo di aver finito tutti gli esami e messo al corrente i genitori e il suo ragazzo, prontamente accorsi dal Molise, avrebbe dovuto laurearsi.
Il senso di vergogna per aver detto una serie di bugie e per una laurea che non ci sarebbe mai stata quel giorno, invece, l’ha portata a porre fine alla sua vita.
Giada si è tolta la vita gettandosi dal tetto della sua Università, a Napoli.
Avrei tanto voluto prenderle la mano e trascinarla via da quel luogo, dai cattivi pensieri, dal periodo fosco, dalle aspettative troppo alte, dalla sua infelicità.
Un gesto così potente che lascia impotenti.
Da studentessa universitaria mi sento sgomenta e questo fatto di cronaca mi porta a fare riflessioni sulla società in cui viviamo.
Chissà quanta ansia, quanta paura di essere giudicata dietro una cattedra, ma ancor di più seduta ad un tavolo con i propri genitori.
La paura di essere un peso economico, il panico di veder scorrere la propria vita senza capirne ancora la direzione: gli altri si laureano, sono fonte di soddisfazione per i loro genitori, trovano un lavoro, mettono su famiglia, in poche parole sono realizzati.
“E io?” si sarà chiesta Giada in quei momenti di smarrimento, “io cosa sto combinando?”.
L’incertezza, il dubbio, l’ansia, il giudizio della gente, dei professori o magari dei suoi genitori, un vagone di brutti pensieri, una pillola difficile da mandar giù per un cocktail fatale.

Credo che il mondo abbia bisogno di più gentilezza, perché quando sento storie come questa mi rimane un nodo in gola e penso a come sia facile giudicare la vita degli altri quando della vita degli altri non se ne sa assolutamente nulla.
Un esame può andar male per mille motivi, uno studente può rimanere indietro per altrettanti mille motivi e non ci si dovrebbe arrogare il diritto di giudicare, di marchiare a fuoco una persona che rimane più indietro di noi perché in realtà non è più indietro, è solo nel suo tempo.

A tutti quelli che si sono sentiti, almeno una volta, o si sentono come Giada, voglio lasciare un messaggio trovato qualche tempo fa sul web:

Qualcuno si è laureato a 22 anni e ha trovato lavoro a 27; qualcuno si è laureato a 27 e aveva già un lavoro. C’è qualcuno che è ancora single ed ha un figlio, altri che da sposati hanno dovuto aspettare 10 anni prima di diventare genitori. 
Tutto funziona secondo il nostro orologio.
Le persone possono vivere solo secondo il proprio ritmo. Può sembrare che i tuoi amici siano più avanti di te o che siano più indietro.
Però loro si trovano nel loro momento e tu nel tuo.

Vivi con pazienza. Sii forte. Credi in te stesso. Non sei in ritardo e non sei in anticipo.

SEI NEL TUO TEMPO.

(E. Lazzaroni)

Ciao Giada, ragazza sensibile, riposa in pace e se puoi, da lassù, perdona questa società che non ha saputo comprenderti ma solo giudicarti

Roberta Siciliano è nata a Milano il 05/06/1991 e vive a Soverato (provincia di CZ) ed è studentessa di Medicina e Chirurgia presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Amante della lettura ha creato nel 2010 la pagina Facebook Voce del verbo leggere. Ama scrivere poesie fin dall’adolescenza. Recentemente ha vinto la targa di merito in occasione del Premio Alda Merini indetto dall’Accademia dei Bronzi di Catanzaro. Due sue liriche sono state pubblicate nell’Antologia “Parole per Alda” e “Festival poetico Il Federiciano edizione 2017”