Le Lettere di Gavina Masala – Abortite perché femmine. Le “non volute” del Montenegro

23 Nov 2017   •   Blog  •  Le Lettere di Gavina Masala

Nezeljena significa non voluta in montenegrino, non voluta come migliaia di bambine abortite perché femmine. Nezeljena è la campagna lanciata dalla Ong montenegrina Centro Per I Diritti Delle Donne, che denuncia il fenomeno degli aborti selettivi nel Paese. Stando alle statistiche ed in particolare al rapporto ONU sulle popolazioni asiatiche del 2012, sarebbero state centodiciassette milioni le donne mai nate. Potrei andare avanti citando i Paesi che praticano e suggeriscono di non portare avanti la gravidanza dopo le prime ecografie che rivelino il sesso del nascituro, ma mi fermo, se stessi parlando direi che vorrei tacere un po’. Pensare.

Pensare che un fenomeno del genere deva avere delle radici profonde: nessuna donna abortirebbe a cuor leggero e chi è donna lo sa. Ipotizzo che la radice può profonda sia la povertà che renda le potenziali mamme fragili di fronte alla prospettiva di un futuro per sé e per la propria bimba ingrato, magari simile al loro presente scandito da fame, impossibilità di studiare, malattie e solitudine. Un’altra radice potrebbe rinvenirsi nell’indiscutibile androcrazia che caratterizza tutto il mondo: Paesi ricchi e non mettono solo uomini in posti di potere politico ed economico, con la conseguente diffusa mancanza di carità, di psicologismo, di cura, che pervade il mondo post moderno, che ama favorire attitudini più pratiche e orientate al profitto.

Ed ecco che il panorama fosco che tratteggiavo all’inizio non può lasciarci indifferenti o farci pensare che siano Paesi lontani lo scenario di quest’orrore, perché le precondizioni le creiamo noi, il nostro consumismo che favorisce sacche di povertà, la nostra superficialità che ci fa guardare al piccolo quotidiano fatto di minute conquiste personali a discapito di chi ci sta intorno. Possiamo negarlo? Io credo di no, mi pare evidente che stiamo andando verso una deresponsabilizzazione dell’essere umano che sempre meno accetta i limiti, che la vita stessa impone. Non voglio tuttavia strumentalizzare la questione per un ragionamento personale e preferisco limitarmi ad una piccola ulteriore considerazione: giorni fa si è riunito il Pontificio Consiglio Della Cultura, sotto la presidenza del Cardinale Ravasi per trattare di questioni inerenti la genetica, le neuroscienze e l’intelligenza artificiale. In agenda la flessibilità del DNA che consentirebbe da un lato la cura per alcune malattie genetiche e dall’altro di creare esseri umani “su ordinazione”, dico io.

Mi viene da pensare che per gestire questioni di tale complessità quali “l’opportunità” o meno di avere figlie femmine in Paesi segnati dalla miseria e la potenzialità di modificare l’uomo, immagino per renderlo più intelligente e performante, richiedano una capacità di discernimento – come disse Papa Francesco pochi giorni fa riguardo alla questione del “fine vita” –  che mi domando se si possa accompagnare ad un’umanità sempre più tesa al profitto ad ogni costo. Un uomo sempre più avaro di valori, cultura, principii, sempre più volatile o, come si ama dire, liquido potrà mantenere quel criterio di proporzionalità e di benessere complessivo della persona, di cui sempre Papa Francesco ha detto?

Giovane mamma e moglie, scrivo per capire. Ho una formazione internazionale, da settembre 2015 ho intrapreso un secondo corso di studi in filosofia, presso un ateneo pontificio. Parlo tre lingue, mi interesso soprattutto di relazioni internazionali e di religioni: cerco di vedere come la prospettiva cristiano – cattolica possa aiutare a convivere pacificamente. Ha un suo blog personale

 

  • Iris

    La stessa cosa succedeva in Cina, dove le neonate femmine venivano soppresse alla nascita,fenomeno in aumento dopo l’obbligo del figlio unico. L’ecografia ha solo abbreviato la selezione. Pensavamo che il progresso avrebbe migliorato la condizione dell’uomo: di fatto la vita delle persone è in mano ai potenti di turno e per i loro obiettivi.

  • Gavina Masala

    Quanto è vero, purtroppo l’essere potenti non coincide con l’essere saggi e sempre meno coinciderà. Tutto è asservito al denaro, che invece di arricchirci cinimpoverisce sia materialmente che spiritualmente. Nel nostro piccolo possiamo però essere testimonianza del bene, anche se non influenziamo direttamente il contesto macro.

  • Mauro Leonardi

    Grazie infinite! Bellissimo pezzo

  • Gavina Masala

    Grazie a lei e alla linea del blog che permette di dialogare anche di realtà lontane o considerate tali, ma che provocano sofferenza in tanti cuori. Solo la Chiesa può stendere la mano in certi casi e questo è un piccolo modo per farlo. Se penso a queste mamme e a tutte le implicazioni di questa situazione non mi do pace, dare loro una piccola e flebile voce è qualcosa. Credo.

  • Onda

    La strage degli innocenti,sempre noi donne a pagare un prezzo altissimo,una cosa abominevole nel 2017,guardare impotenti a stragi di creature mai nate per un potere politico tiranno,che dolore nel cuore Che crimini orrendi!Grazie del post bellissimo Gavina!

  • Gavina Masala

    Grazie per la tua sensibilità, invece. Penso che il Cristiano deva sempre tenere gli occhi aperti e critici sulla realtà, e cercare di incidere, ove possibile. Solo uno sguardo attento lo può fare.