Blog / Inediti del blog / M. Céline C. | 07 ottobre 2017

M. Céline C. – Grembo nel grembo

M. Céline C. regala al blog questa poesia

Non conoscevo
se non la mia famiglia,
madre e padre, alberi maestri,
fratelli, compagni di ramo.

Non sarei arrivata
io da te
se non fossi venuta
tu da me,
chiamandomi per nome,
per la prima volta.
Abbracciando
mia madre,
vivo si è fatto il tuo abbraccio,
e qui in contemplazione, io resto,
di un Mistero che sorprenderà sempre.

C’eri,
quando si sono infrante
le mie sicurezze,
mentre tanti,
di dolore,
restavano muti.
Da te ho imparato
che dov’è silenzio
ci sono parole,
dov’è solitudine
ci sono gli abbracci,
oltre l’umana speranza
ci sono i Suoi sguardi
e per vivere la Verità
c’è solo il perdono.

Ti sei vestita a festa
quando sussurrammo quel sì,
ti abbiamo vista
commossa, grata,
bella, bellissima,
con la semplicità dei tuoi occhi certi
ci hai mostrato l’eterno.

Sul mio cuore testardo
ti ho vista chinata,
sul mio stupido orgoglio
ti ho rischiato divisa,
al mio disobbedire
ti sei fatta tenerezza,
e in questo silenzio sospeso
ti stai riempiendo d’attesa.

Nei pomeriggi d’estate
mi è mancato l’incenso
e spente le candele,
mi è mancata la luce,
mi sono mancati
i colori delle pietre preziose
che sempre i cuori ti donano, grati.
Per mezzo tuo
le ginocchia del mondo si piegano
mentre i tuoi altari centrali
si rivestono di fiori
tra i bisbigli operosi di semplici cuori.

Che gioia immensa
quando dal ventre
nascono canti
che ci lanciano in Alto!
Accogli tutti,
come in un grembo:
chi già ti appartiene,
i guardinghi,
gli ignari,
chi ti ferisce,
chi non ti conosce.
Ti amo
quando “correggi” o “taci”,
quando conosci
tutto il male
che avvelena il tuo seno
e lo purifichi
disarmando l’amore.

Ti amo
perché la tua tenerezza di madre,
che si svuota di sé,
vince la divisione dei figli
che si concentrano
a proteggerTi
trascurando l’Amore,
solo tuo è il modo sapiente
di ridare al Centro il centro,
riportando la pace.

Ti amo
quando, certa del Bene,
comprendi “per grazia”
le ingiustizie del mondo
e le ferite dei popoli;
quando chiedi perdono
per i peccati dei figli.

Madre sei,
grembo nel grembo,
dimora di grazia, santità e perdono,
cuore, di attimo in attimo, purificato
che affronta la morte ridonando la vita.
Tu sei il Suo strumento
evidente,
sei un tabernacolo
fatto di miliardi di cuori,
uomini e donne
d’ogni dove e razza,
due o più,
fragili eroi scelti
per tanti e diversi cammini,
che nel tuo unico corpo,
si fanno vicini.

Madre e sorella
che ci rendi apostoli
infiammati d’amore
e ti fai serva dei tuoi servitori,
ti appoggi ai bastoni dei tuoi pastori
che nel mondo
amando,
soffrendo,
donando
quell’abbraccio che profuma di carne,
sono riflesso di Colui che,
con te,
redime il cuore del mondo.

Chiesa benedetta di Dio,
serva del Figlio Tuo,
fatta di manto, fatta di Cielo,
fatta tutta di tenerezza,
cresci i tuoi figli in quell’orizzonte,
dove il Cielo con la terra
misteriosamente si fonde.

Nata in un piccolo paese, si trasferisce in diverse città d’Italia per studio e per lavoro. Da sempre amante dell’arte e della poesia. Moglie, madre, lavora in tutt’altro ambito ma prepotentemente la passione per la scrittura ogni tanto si riappropria di uno spazio importante. M.Céline C. ha un’autentica passione per le relazioni umane. Fondamentalmente disobbediente, diretta, schietta. I suoi brani mostrano sempre quella “sicura insicurezza” che da sempre sperimenta nella vita.