Articoli / Blog | 24 Marzo 2022

AGI – Piero Angela come Mosè

Per non invecchiare bisogna rimaner curiosi. A dirlo è Piero Angela, in un’intervista che lancia il suo debutto al Teatro Arcimboldi di Milano con “I segreti del mare” uno spettacolo in cui esplora le meraviglie degli oceani insieme a Alberto Luca Recchi, Giancarlo Giannini e Pino Strabioli.

Sono gli stessi argomenti che conoscono gli spettatori dei suoi programmi televisivi ma Angela, a 94 anni, sente la voglia di provare un rapporto nuovo con il pubblico, vuole sentire il respiro di chi lo ascolta, entrare in contatto con le sue emozioni, con le sue reazioni.

“Il segreto – spiega – è tenere occupata la testa, leggere, non smettere di essere curiosi». Proprio come Mosè che, lo leggevano ieri a Messa i cattolici, a 80 anni, mentre stava pascolando delle greggi, quando vede da lontano un roveto bruciare, spettacolo non raro in un deserto caldissimo, notando qualcosa di strano in quelle fiamme che paiono non consumare la legna, decide non di ignorare il fenomeno ma di avvicinarsi per guardare e capire cosa accadeva. «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia? (Es. 3,3)”.

Mosé è curioso. Si accorge di un fenomeno inconsueto e, invece di percepirlo come minaccioso, se non altro perché mettere in discussione quanto si sa comporta la fatica di attingere ad energie che da anziani sono scarse, ne coglie l’aspetto sfidante, che lo apre a nuove prospettive: di fatto quel gesto lo porterà a rivoluzionare la propria vita. Uscirà dall’esilio in cui era stato confinato per diventare quel condottiero che libererà Israele dalla schiavitù d’Egitto, dandogli leggi, dignità di popolo e una nuova propria patria.

La curiosità da sola però non mantiene giovani. Questo risultato è possibile solo quando si rimane in contatto con una comunità nella quale si è rispettati, ascoltati, a volte perfino riconosciuti come “saggi” così da avere un qualche ruolo attivo in essa. Come conseguenze della sua curiosità Mosé è spinto ad intrecciare di nuovo relazioni vecchie che erano chiuse, ad aprirsi a nuove sfide rinverdendo rapporti che si erano inariditi e inaugurandone di nuovi.

In modo diverso ma per certi aspetti simili, Angela non diventa curioso ‘in astratto’ ma mette le nuove competenze che acquisice al servizio di quel pubblico che ha sempre avuto ma che, a teatro, può avere con lui un rapporto nuovo.

“Se uno smette di avere progetti – conclude – è praticamente morto, bisogna averne sempre e portarli avanti. Quest’anno compirò 94 anni, sono con un piede nella fossa e uno sulla saponetta. Quando sono in piedi ho più di 90 anni, soffro di discopatia. Ma quando sono seduto ne ho 45: non mi trovo diverso, continuo a fare le stesse cose”.

Tratto da AGI

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