Blog / Riflessioni | 26 Marzo 2016

Via Crucis – XIV stazione: Gesù è sepolto nel sepolcro, vista con gli occhi di Giovanna moglie di Cusa amministratore di Erode

Ora sei pulito.
Unto.
Profumato.
Fasciato.
Nel sepolcro.
Come un neonato.
Nella culla.
Incremato.
Profumato.
Lavato.
Fasciato.
Che strani pensieri mi vengono.
Un neonato e un morto non possono essere uguali.
Uno è appena nato.
Uno ha appena finito di vivere.
Risorgerò, hai detto.
Il terzo giorno, hai detto.
Questo è solo il primo.
Ed è lunghissimo.
Ed è dolorosissimo.

Quando ero malata.
Quando soffrivo.
Tu mi hai guarita, liberata, salvata.
E ora? Ora chi lo farà?
Sempre tu.
Solo tu.
C’è un solo modo di vivere: non staccarsi mai da te. Mai.

Ho preteso il sudario più bello.
Gli unguenti più preziosi.
Tu sei il mio re.
Ti ho conosciuto tardi.
Ti ho amato da subito.
Tutti i miei beni sono per te.
Tutta la mia forza è per te.
Tutti i miei pensieri sono per te.
Tutta me è per te.

Aspettate.
Non chiudete.
Un’ultima cosa.
Debbo dirgli un’ultima cosa.
Amore mio.
So che mi senti.
Ascolta.
Non hai fatto nessun peccato.
Non hai mai offeso Dio.
Le tue parole mi hanno liberato.
Le tue carezze mi hanno curato.
Le tue labbra, la tua saliva, mi hanno dato vita.
Ho amato con l’amore che mi hai dato tu.
Ho accarezzato con la pelle che mi hai dato tu.
Ho vissuto con la vita che mi hai dato tu.
Mi farei chiudere qui con te.
Ti lascio le mie cose, i miei beni.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto sempre.
Ho sempre risposto “Eccomi” ad ogni tua chiamata.
Ed ora non cambia nulla.
Io ci sono sempre.
Eccomi.
Ora potete chiudere.
Grazie.

Questa Via Crucis è fatta dalla prospettiva di uno dei personaggi che, secondo i vangeli, è certo o possibile fosse presente alla Passione del Signore. Lo sguardo della quattordicesima stazione è quello di Giovanna moglie di Cusa amministratore di Erode. 
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