Blog / Riflessioni | 19 Marzo 2016

Via Crucis – XII stazione: Gesù muore sulla Croce, vista con gli occhi di Anna e Caifa

Le urla arrivavano fino a noi.
Ora tutto tace.
Quella plebaglia urlante.
Ora tutti tacciono.
Basta confusione.
Basta questo delirio collettivo.
Ma quanto ci hanno messo a crocifiggerlo?
Ecco. Un po’ di silenzio finalmente.
È morto.
Andava fatto
È la legge.
Bestemmiava.

Strano profeta.
Senza parole.
Senza difese.
Come una pecora al macello.

Strano re.
Senza nessun esercito a difenderlo.

Strano uomo.
Docile e umile come una donna.
E poi, all’improvviso, con parole forti, autorevoli, come nessun uomo sa fare, sa essere.

Strano guaritore.
Faceva miracoli agli altri.
E lui è morto così…senza un intervento divino.

Strano salvatore.
Predicava l’amore.
Diceva di porgere l’altra guancia.
Ed è morto così.
Senza reagire mai.
E dove erano, dove sono, i suoi amici tanto amati?
È solo.
È morto solo.
Un gruppetto di donne lo piange.

Hai parlato poco durante il processo.
Non rispondevi alle domande.
Ma i tuoi segni parlavano per te.
Troppi segni.
Il popolo ti veniva appresso.
Creavi scompiglio.
Sei entrato a Gerusalemme come un re. Osannato.
Troppo pericoloso.
Ci avresti fatto uccidere tutti se avessi continuato.
Dovevamo fermarti.
L’hai voluta tu la tua condanna.
Bestemmiatore.
Non rispettavi il sabato.
Che cosa avremmo dovuto fare?
Turbavi tutti.
Siamo i sommi sacerdoti, i capi.
Dobbiamo vegliare.
Custodire.
Punire.
Ora sei morto.
Interrogheremo i tuoi.
Ma ormai il pericolo è passato.
Tu sei passato.
Andiamo avanti.
Riportiamo l’ordine.
Ristabiliamo il potere.
Finalmente c’è silenzio.
Sei morto.

Questa Via Crucis è fatta dalla prospettiva di uno dei personaggi che, secondo i vangeli, è certo o possibile fosse presente alla Passione del Signore. Gli sguardi della dodicesima stazione sono quelli di Anna e Caifa.
Qui per trovare il commento alle altre stazioni della Via Crucis