Blog / Riflessioni | 27 Febbraio 2016

Via Crucis – VI stazione: la Veronica asciuga il volto di Gesù, vista da Veronica, la vedova di Naim

Non importa quanto spingete.
Non mi muoverò.
Non importa quanto urlate.
Non mi spaventerò.
Non importa quanto siete armati.
Non potete farmi nulla.
Voglio aspettarlo qua.
Voglio andare da lui.
Voglio dargli ristoro.
E quando una donna vuole qualcosa.
Spingere.
Urlare.
Minacciare.
Non serve.
Perché non si farà fermare.

Eccolo.
Arriva.
Come è ridotto! Dio mio…
Spostatevi.
Non spingete.
Fatelo passare.
Tacete.
Non urlate.
Lo stordite.
Abbassate le armi. Non vedete?
Non vedete come è ridotto?

Eccomi Gesù mio.
Lasciati asciugare la fronte. Tu, un giorno, hai rischiarato la mia fronte.
Lasciati pulire gli occhi e la bocca. Tu,un giorno, hai asciugato le mie lacrime. Tu hai tramutato il mio pianto in un sorriso.
Ti tolgo terra, sporco, sangue. Tu, un giorno, mi hai pulito la vita.
Sono io.
A Naim mi hai ridato la vita. La vita di mio figlio.
Qui a Gerusalemme io ti do tutto quello che ho.
Un panno per il tuo viso.
Ecco.
Così.
Lascia che ti pulisca.

Fatto.
Ora potete spingermi, urlarmi, contro, colpirmi.
L’importante è che lui abbia avuto un po’ di pace.
Gli devo tutto.
Ma solo questo posso dargli: un panno.
C’è rimasto, ora, sopra il tuo odore.
Lo darò a mio figlio perché ricordi sempre che l’amore, la vita, profumano.
Profumano sempre.
Anche se sanno di terra e sangue e sembrano come morti.
Grazie Gesù Nazareno.

Questa Via Crucis è fatta dalla prospettiva di uno dei personaggi che, secondo i vangeli, è certo o possibile fosse presente alla Passione del Signore. Lo sguardo della sesta stazione è quello della Veronica, la vedova di Naim.