Blog / Riflessioni | 24 Febbraio 2016

Via Crucis – V stazione: Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce, vista con gli occhi di Salome

Mi conosci, Gesù mio.
Sono una che chiede.
Sono una che vuole vincere.
Che vuole stare alla destra e alla sinistra con i miei figli.
Sono una che per un figlio chiederebbe la luna.
Farebbe l’impossibile.
Ti ricordi?
Volevo che i miei figli regnassero con te.
Mi parlasti di un calice da bere.
Di un servizio da fare.
Della vita da donare.
Non capii.
E ora sono qui.
Di nuovo di fronte a te.
E non posso parlarti.
Posso solo tacere.
Non ti chiedo nulla.
Voglio solo ascoltarti.
Ascoltarti con lo sguardo.
Vorrei che fossi tu, ora , a sederti accanto a me.
Vorrei essere io, ora, a porgerti da bere.
Vorrei essere io, ora, quell’uomo di Cirene che porta la tua croce.
Signore mio.
È questo il calice preparato per i miei figli?
È questo il tuo regno, il tuo calice, il tuo ultimo posto, il tuo dare la vita?
Che strano re che sei.
Ecco cos’è.
Ecco cos’è servire.
È amare.
Amare fino alla fine del calice.
Amare fino alla fine della vita.
Come vorrei ora servirti.
Ora dissetarti.
Ora sostenerti.
Vorrei darti la mia vita come la diedi per i miei figli.
Voglio che regni nella mia vita.
Chiederò al Padre come mi hai detto tu.

Questa Via Crucis è fatta dalla prospettiva di uno dei personaggi che, secondo i vangeli, è certo o possibile fosse presente alla Passione del Signore. Lo sguardo della quinta stazione è quello di Salomé, madre degli apostoli Giacomo e Giovanni.
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